Home » Casi Clinici

Casi Clinici

CASO CLINICO 1

Si presenta alla nostra osservazione la paziente F. C. femmina, 35 anni con severo blocco articolare in apertura, grave algia e grave compromissione della funzione masticatoria, apertura massima 12mm.

Inutili le tre manovre classiche di tentativo di sblocco dal P.S. Ospedaliero. E la terapia farmacologia di routine (miorilassante associata a antiinfiammatori) non aveva dato l’esito atteso.

Viene dunque inviata d’urgenza presso il reparto di gnatologia della Clinica Odontoiatrica dell’Università degli Studi di Milano pe run’ulteriore valutazione specialistica.

All’anamnesi la pz .riferisce di aver eseguito un’otturazione in composito di 47 e di aver tenuto la bocca aperta per lungo tempo.

Riferisce inoltre di star attraversando un periodo di forte stress dovuto a una recente assunzione

e di essere costretta a stare continuamente in posizione eretta e a contatto col pubblico.

Si evince dunque che dapprima lo stress cronico (la nuova assunzione) associato a una stanchezza muscolare da iperuso della parola per un mese intero, seguito da uno stress acuto per un’ora intera (iperapertura) unito al piccolo trauma emotivo (la fobia del dentista ) sembrerebbe aver causato il blocco.

Questi due stress -acuto e cronico- si possono sommare e dare come risultato uno squilibrio neuro-muscolare che porta ad un deficit della sincronizzazione tra muscolatura antagonista e agonista dell’apparato stomatognatico.

Vista l’urgenza e su richiesta della paziente, che poteva alimentarsi solo con liquidi, si opta per una terapia con agopuntura, visto l’ insufficienza della terapia farmacologica e manuale effettuata.

Onde evitare la conseguente e naturale complicanza ( in trisma ).

Effetto miorilassante dell’agopuntura.

Un’apertura massima della bocca di 12mm impedisce all’odontoiatra di poter prendere le impronte per poi costruire il byte. La pz inoltre non riesce nemmeno a introdurre una forchetta per nutrirsi. Si tratta di intervenire d’urgenza.

Appena arrivata nel reparto di gnatologia viene subito sottoposta a terapia agopunturale. L’effetto miorialssante dei punti 7St e 34Vb è noto da millenni.

Durante la seduta viene fatto mordere un abbassa lingua.

Vengono inoltre insegnati gli esercizi di propriocettiva muscolare.

Al termine della prima seduta l’apertura della bocca aumenta di ben 10 mm ma ancora la situazione non è nella norma.

Alla seduta successiva viene insegnato alla paziente l’esercizio del cuneo. La pz è molto collaborante. Viene sottoposta a nuova seduta miorilassante in agopuntura.

Già alla terza seduta l’effetto del cuneo sommato alla terapia miiorilassante dell’agopuntura permette alla paziente di poter incominciare a masticare almeno i cibi più teneri.

Sulla parte laterale del cuneo vengono praticati dei segno con matita indelebile nera che permettono di monitorare i milgioramenti nell’apertura della bocca della paz.

Al termine della 5° seduta la paziente è completamente riabilitata ed è in grado grazie alla sua ottenuta consapevolezza del muscolo contratto e muscolo rilassato ad ottenere un miorilassamento spontaneo quasi automatico che ristabilisce la corretta funzione rilassante dei muscoli antagonisti che segue la contrazione dei muscoli agonisti.

CASO CLINICO 2

Caso clinico 2

Paziente affetta da collagenopatia articolare ereditaria: La sindrome di Ehlers-Danlos (EDS) comprende una serie di patologie ereditarie contraddistinte da lassità dei legamenti e iperelasticità della cute. Tale sindrome, infatti, colpisce prevalentemente il tessuto connettivo.

Pz di anni ?? con una storia di trauma prenatale per una presenza di schiacciamento cefalico da ciste pancreatica materna.

La Pz. Presenta da circa 10 anni un’algia ATM dx con clik articolare e dolore al seno mascellare dx. e alla emimandibola sx. cui riferisce che le è stata segnalata ma solo verbalmente una tendenza alla degenerazione articolare artrosica.

MANCA RMN ATM

All’E.O. Presenta una II° Cl. Solamente al lato dx mentre il lato sx è in I° Cl.

É portatrice di lenti correttive x miopia , presenta cefalea e dolori diffusi alla spalla sx ginocchio sx e anca dx, alla colonna lombare ed iperacusia.

Soggettivamente mai vertigini.

Nel 2010 raggiunge la clinica già portatrice di byte masenza beneficio alcuno.

Si decide in clinica di costruire un’altro byte ortotico inferiore a seguito di procedura da protocollo della clinica del reparto di gnatologia dell’UNIMI. Ove presentava una grave cefalea con schiocco Atm a dx dolore al palato dx e tensione alla radice del naso con irradiazione a guancia ed orecchio dx. Dopo applicazione di idoneo byte riferisce beneficio.

Viene eseguita elettromiografia ATM con kinesiografo.

La visita posturale sembra essere nella norma.

La scala di Epwort è nella norma.

Però dopo altri 4 anni la pz. Si ripresenta in clinica con i precedenti dolori articolari si tenta di riaggiustare il byte con dei rialzi e con elettromiografie e TENS ma inutilmente.

Al nuovo E.O. Posturale si nota che la pz ha una personalissima tendenza a flettere il capo verso dx con le conseguenti ripercussioni posturali del caso.

All’esame posturometrico su pedana stabilometrica vengono testate lel lenti correttive e il byte. Entrambe non danno particolari segni di cambiamenti posturali.

Viene testata anche la postura con un rullo salivare di cotone inserito nel padiglione auricolare dx e la pz. oltre a riferire una diminuzione della sintomatologia dolorosa all’ATM orecchio e radice del naso dx ha anche una postura accettabile e più equilibrata anche senza byte e occhiale correttivo.

La Pz. viene pertanto inviata per una valutazione otoneurologica per eventuale deficit otovestibolare. All’esame non si evidenziano segni vestibolari spontanei: referto che esclude la presenza di un processo patologico attivo a carico del sistema vestibolare; si apprezza solamente una labilità del sistema compatibile con condizione muscolotensiva cervicale (verosibilmente nell’ambito di una sindrome cervico-cranio.mendibolare). Viene confermata dall’otorino che il cilindro di coltone effettivamente ha la potenzialità di determinare variazioni neurovegetative e\o posturali. Oltre che determinare un’abbassaemnto dell’iperacusia (ovviamente). E’ stata consilgiata terapia in agopuntura.

TERAPIA IN AGOPUNTURA

Le 3 sedute sono state effettuate setimanalmente.

In prima seduta si è tentato di effettuare una riprogrammazione dei riflessi olografici neurologici si è agito sul primissimo trauma intrauterino, ipotizzando che la compressione della cisti pancreatica materna si avvenuta nell’orecchio dx. Quindi interponendo un rullo di cotone nell’oracchio dx di è punto il 3it il 21tr e il 7st. Questo per stimolare le vie neurologiche del n.vago e del n.trigemino che sfociano nel padiglione auricolare.

Alla seconda seduta la pz. Riferisce un netto miglioramento della sintomatologia dolorosa cefalica. E viene ripetuta la seduta allo stesso modo di prima ma con il byte in situ. La pz. È stata vista allesame stabilometrico prima e dopo la seduta di agopuntura e con stupore è stato evidente il miglioramento dell’equilibrio posturale anche senza byte dopo l’agopuntura. Alla terza seduta la pz riferiscie di poter mantenere lo stato di benessere cefalico anche senza byte e senza occhiali. Al termine della seduta agopunturale viene ritoccato il byte.

Dopo 2 mesi è stato effettuato un secondo ciclo di sedute di agopuntura associate a terapia manipolative e a diapasonpuntura, allo sopo di risolvere la sintomatologia algica articolare della spalla sx dell’anca e fianco dx della deglutizione e dell’emotività.

Al termine delle 6 sedute la pz ha ulteriormente migliorato il suo equilibrio posturale e in contemporanea anche l’equilibrio mandibolare ha avuto il suo beneficio. Anche la muscolatura degli occhi ha tratto miglioramenti dalla terapia agounturale.

L’esame posturometrico al ermine ha dato un’ulteriore conferma dell’equilibrio dei sistemi oculo-mandibolo-sacrale ottenuto.


Lascia un commento