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Parigi: nasce la conferenza europea dei dentisti

A dare l’avvio è stato l’ordine dei dentisti francesi. Poi, il 27 novembre scorso, prima riunione esplorativa per porre le basi di una struttura di coordinamento di tutti i dentisti europei.
L’intento è di creare un canale privilegiato, un interfaccia, che abbia l’autorevolezza e la forza di porre le proprie istanze all’Unione europea, in analogia con quanto viene fatto dalla Conferenza dei medici europei, attiva già da parecchi anni.
Insomma a Parigi si è cercato di colmare un vuoto non più ammissibile in un panorama che vede oggi l’odontoiatria entrare con una sua identità autonoma nelle professioni. E non è un caso che sia stata proprio la Francia a dare la prima spinta in questa direzione: qui, infatti, esiste un ordine nazionale dei dentisti, separato da quello dei medici. Ovvi, quindi, sensibilità e interesse per promuovere in ambito europeo specifiche riflessioni e strategie sull’odontoiatria.
In realtà, un raggruppamento europeo in ambito odontoiatrico già è operante. Si tratta del “Comité des Liason des Praticiens de l’Art Dentarie”, un organismo con sede a Bruxelles che si pone come collegamento con le istituzioni europee.
“Ma si tratta prevalentemente di una struttura di tipo sindacale, laddove questa nuova avrà interessi e specificità di natura squisitamente ordinistica”, ha spiegato il segretario della Fnomceo, e membro della Commissione degli odontoiatri, Massimo Ferrero, che a Parigi ha rappresentato le istanze italiane. Due ambiti- quello ordinistico e quello sindacale-, quindi, completamente diversi.
A questa prima riunione, oltre all’Italia, sono stati invitati Spagna e Portogallo (anche questi paesi con ordini autonomi ndr ): forse a siglare un’ ulteriore specificità, quella dei paesi dell’area mediterranea.
All’indomani dell’incontro parigino, lavori in corso per arrivare a formulare una bozza di Statuto della nascente conferenza europea. Il prossimo appuntamento, nel nostro paese, a Roma, il prossimo 3 aprile.

Neoformazioni benigne

In coll. con: L. Fiamminghi, M. Collini, A. Gazzotti, G. Lusardi.
Acta-Bio-Medica de ‘L’Ateneo Parmense’ 1984; 54 N 2: 103-112.

Gli Autori prendendo lo spunto da una ricerca di G. e coll. evidenziano la frequenza delle neoformazioni benigne dei tessuti molli del cavo orale.

Emerge da questo studio come risultino maggiormente colpite la III, IV V decade, con sede preferenziale a livello gengivale e con prevalenza del sesso maschile.

Queste neoformazioni possono prendere origine sia dall’epitelio. sia dai tessuti connettivali propri delle labbra, delle guance, dei fornici, del pavimento, della lingua, del palato duro e molle, delle ghiandole, dei vasi e nervi presenti nel cavo orale.

La sintomatologia, silente nella maggior parte dei casi, può mutare in relazione alla sede d’impianto ed al volume raggiunto dalle neoformazioni provocando compressione dei tronchi nervosi, spostamento di denti, malocclusioni ed alterazioni sia della normale funzionalità che dell’estetica della cavità orale.

E’ necessario tener presente la possibilità di trasformazione maligna di queste neoformazioni benigne, favorita anche dai continui traumatismi indotti dall’attività masticatoria.

Gli Autori descrivono le forme istologiche di più frequente riscontro, con particolare attenzione per quelle varietà, quali gli adenomi pleomorfi delle ghiandole salivari minori e la fibropapillomatosi dei fornici vestibolari, che presentano particolari difficoltà di diagnosi precoce.

Gli Autori concludono questo studio evidenziando le possibili complicanze legate all’exeresi chirurgica di alcune di queste forme istologiche e le loro possibilità di recidiva.